Cyber risk, in Italia a rischio attacco informatico un cellulare su due


Febbraio 13, 2019 Facebook Twitter LinkedIn Google+ ALLERTA PERICOLI INFORMATICI



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Cyber risk, in Italia a rischio attacco informatico un cellulare su due.
Meno di un italiano su due (48%) protegge il proprio smartphone da possibili virus o malware eppure gli
italiani sono tra i più consapevoli e preoccupati sui rischi dei crimini informatici: furto di identità, protezione di
bambini e anziani, cyber bullismo sono riconosciuti come un reale problema. Il 39% degli italiani si dichiara
vulnerabile al pericolo di attacco informatico (percentuale che sale al 42% quando si tratta di famiglie con
minori) che arriva principalmente da e-mail, furto della carta di credito e virus/malware contratti durante la
navigazione online. Eppure, solo uno smartphone su due è dotato di sistemi di protezione che comunque
piacciono agli italiani, ma più per PC e Mac che ne sono provvisti nell’88% dei casi, solo il 51% dei
consumatori italiani dichiara infatti di avere le adeguate protezioni.
“La nostra vita digitale sta cambiando identità: quello che prima facevamo solo su pc, ora riusciamo a farlo
anche dal cellulare. Sono in forte aumento le app che ci consentono di gestire con un touch operazioni bancarie,
l’attivazione di polizze con una semplice firma digitale, dal telefono gestiamo i pagamenti delle utenze di casa e
possiamo programmare l’avvio della lavatrice. Tutto questo patrimonio di informazioni personali va protetto al
pari di qualunque altro patrimonio”. Lo afferma Gianluca Zanini, Chief Sales & Marketing Officer di Europ
Assistance Italia. “Conoscere il grado di consapevolezza dei consumatori nei confronti dell’importanza di
questi dati sensibili e dei rischi di cui sono oggetto, ci consente di mettere a punto sistemi di cyber security
facili e immediati. Il margine di intervento è molto ampio: il nostro obiettivo come Caring Company è dare
risposte alle preoccupazioni di chi, ad esempio, teme che i propri figli siano esposti ad adescamenti online e ad
azioni di cyberbullismo e parliamo di una famiglia italiana su due. Ancora una volta abbiamo voluto farci
promotori e pionieri con Digitale Sicuro, un mix di soluzioni fruibili da Pc o da mobile, che protegge dal furto
di identità e che è frutto di un’esperienza di quindici anni sviluppata dai nostri colleghi statunitensi”.
La ricerca, condotta a dicembre 2018 dal Gruppo Europ Assistance e sviluppata con LEXIS Ricerche in otto
paesi Europei (Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e Romania) e negli Stati
Uniti con il metodo delle interviste online (800 persone per Paese) rivela che il 55% degli Italiani, contro una
media europea del 47%, è interessato ai nuovi sistemi potenzialmente disponibili sul mercato per la protezione
della propria impronta digitale. Un interesse che aumenta con la presenza di bambini e adolescenti in famiglia
così come di anziani. Se le intenzioni di acquisto di uno di questi servizi a protezione dei propri dati risultano
superiori rispetto a quelle del 2017 (49% molto interessato a fronte del 41 dell’anno precedente), gli Italiani si
dichiarano estremamente interessati a sistemi di prevenzione, con una media tra le più alte d’Europa e
sarebbero disposti a pagare per una copertura contro i rischi informatici. Dopo Austria e Spagna, l’Italia è tra i
Paesi con una disponibilità di pagamento più alta (tra i 5 e i 10 euro al mese).
CYBER RISK: ALTA CONSAPEVOLEZZA IN USA E IN EUROPA, ITALIANI TRA I PIÙ
PREOCCUPATI
La consapevolezza dei rischi di esposizione ai crimini informatici è alta in tutti i Paesi interessati dall’indagine,
in particolare per quanto riguarda quelli legati a virus e malware. La consapevolezza di un rischio di furto di
identità è elevata negli Stati Uniti e meno diffusa nei paesi europei, mentre il phishing e il ransomware sono
rischi nel complesso meno noti. Gli Italiani, che dichiarano una certa familiarità con i rischi principali (virus e Utilizziamo i cookies per garantire la funzionalità del sito e per tenere conto delle vostre preferenze di navigazione in modo da offrirvi la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare
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malware), sono però tra gli ultimi per quanto riguarda la conoscenza di adeguate contromisure. Solo il 32%
(con una media EU del 37) è informato su soluzioni di protezione. Impressionante come negli Stati Uniti si
registri invece una media del 65% di consumatori attenti a questo genere di soluzioni.
PERCEZIONE DEL PERICOLO INFORMATICO: LE FAMIGLIE CON BAMBINI E ANZIANI SI
SENTONO PIÙ ESPOSTE
La percezione dell’“esposizione personale” ai rischi informatici nel nostro paese è tra le più alte d’Europa. Il
39% degli Italiani si dichiara vulnerabile al pericolo di attacco informatico e furto d’identità – a fronte di una
media Europea del 30% – raggiungendo il dato USA.
Una preoccupazione che in Italia si alza ulteriormente quando il focus si sposta su bambini e anziani: livelli
che arrivano al 42% quando riguarda i minori (tra le più alte in Europa insieme a Spagna e Romania) e al 37%
– la più alta in Europa insieme alla Spagna – quando il tema è legato ai genitori anziani.
FURTO D’IDENTITÀ, LA MAGGIORE PREOCCUPAZIONE DEI CONSUMATORI ITALIANI
Uno dei temi centrali della ricerca, sia in fatto di rischi che di possibili soluzioni è quello del furto di identità,
un timore concreto quando si parla di crimini informatici. L’attenzione degli Italiani e la relativa preoccupazione
di rimanere vittima di un furto d’identità è tra le più alte d’Europa (il 55% si dichiara da “abbastanza” a “molto
preoccupato” di questa eventualità), +10 punti percentuali rispetto alla media Europea e seconda nel
continente solo alle preoccupazioni degli spagnoli.
Se la possibilità di un grave infortunio o il rischio di rimanere coinvolti in un incidente stradale rimangono
principali preoccupazioni della vita reale, quello di essere vittime di un furto di identità online scala posizioni
e, per quanto riguarda i consumatori italiani, è sensibilmente più alto rispetto alla media Europea, insieme al
rischio di rimanere vittima di un attacco di Cyber Crime: 6.39 su una media Europea del 5.86 (in una scala da
0 a 10 dove 0 è ‘per nulla preoccupato’ e 10 ‘molto preoccupato’).
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In relazione all’utilizzo di internet, gli Italiani si allineano al dato degli Stati Uniti e sono per più della metà dei
casi ‘abbastanza’ o ‘molto preoccupati’ dall’eventualità di furto d’identità nel quotidiano utilizzo del web. La
violazione della privacy con relativo monitoraggio delle proprie abitudini di navigazione, di siti web visitati e
acquisti effettuati online è una apprensione superiore di otto punti rispetto alla media europea, mentre
preoccupano, quasi allo stesso livello, l’attuazione di crimini online a proprio nome e con i propri dati
personali, il reperimento delle informazioni per accedere all’abitazione e l’hackeraggio della propria email.
Se il rischio di utilizzo e vendita delle proprie informazioni in rete per fini criminosi scende rispetto al 2017
(dal 74 al 61% la percentuale di chi si dichiara da ‘abbastanza’ a ‘molto preoccupato’), gli Italiani sono tra i più
preoccupati in Europa rispetto ad acquisti e pagamenti online. Rispetto alla media Europea si registra un +5%
di chi è preoccupato di un hackeraggio del proprio conto corrente online, +9% di chi teme un furto della
carta di credito, +6% l’hackeraggio dei propri dati sulle più popolari piattaforme per l’acquisto di beni e
servizi online.
USO DI INTERNET: PREOCCUPA MENO RISPETTO A UN
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DALLA PERCEZIONE ALLA REALTÀ: ESPERIENZE E MEZZI DI PROTEZIONE
Alla domanda se si sia a conoscenza di qualcuno che è stato vittima di un attacco informatico, la risposta dei
consumatori Italiani si allinea alla media Europea. Per quasi uno su quattro (24% rispetto al 25 della media
Europea) la risposta è positiva e per il 54% dei casi la cosa è avvenuta meno di un anno fa.
Il veicolo più conosciuto per un crimine informatico? Per gli italiani si tratta dell’e-mail: indicate dal 40% del
campione e seguite da furto di carta di credito e da virus/malware che hanno attaccato i propri dispositivi a
seguito della navigazione in rete.
Ben il 31% degli Italiani, su una media europea del 28% ritiene piuttosto probabile l’essere vittima di un
attacco informatico, percentuale che sale di circa 3 punti se le potenziali vittime sono bambini o genitori
anziani.
SISTEMI DI PROTEZIONE DELLA PROPRIA PRESENZA DIGITALE: DI CHI CI FIDIAMO?
Ma quando si tratta di protezione dei nostri dati, da chi si aspettano che questo genere di servizio venga offerto?
Seppur con un indice di fiducia più basso rispetto alla media europea, sono Banche e Società di emissione di
carte di credito quelle su cui gli italiani ripongono maggiore affidabilità. Sono anche quelle, le banche in
particolare, da cui dichiarano di poter acquistare soluzioni di protezione contro il cyber crime, precedute solo
dalle Software House. Elevato l’apprezzamento nei confronti di servizi di monitoraggio (49% molto
interessati), di alerting (60%) e la possibilità di poter contare su un servizio attivo 24/7 (58% chi si dichiara
molto interessato a questo)

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