Illeciti e frodi sul lavoro: sono in crescita


dicembre 1, 2017 Facebook Twitter LinkedIn Google+ Sicurezza informatica


 

Più 5,4% sul 2016. E’ questo il dato 2017 dell’ultima ora. Parliamo dei reati sul lavoro di dipendenti/dirigenti/amministratori.

Sono infedeli, innanzitutto. Da qualche anno, l’elenco dei ‘furbetti del cartellino’ si aggiorna regolarmente. Invece di svolgere il compito per cui prendono lo stipendio, ‘i nostri’  fanno le più svariate attività fuori dall’ufficio. E qualcuno che timbra al posto loro c’è sempre (a buon rendere).

Ci sono, poi, i certificati medici taroccati, quelli che rivendicano la legge 104 per assistere un familiare con handicap…e via discorrendo.  Ma sono infedeli anche quelli che screditano senza mezzi termini il datore di lavoro e la gerarchia al completo. Che scavalcano allegramente la barriera su decisioni & strategie aziendali che andrebbe (a priori) preservata.

Pari merito  con l’infedeltà, figurano i crimini informatici. In sintesi, ci sono quelli che rubano/trasferiscono/alterano dati aziendali impiegando pc e dispositivi mobili. Utilizzano il sistema per trarne beneficio personale e danneggiare l’azienda.  E se il 67% del campione intervistato ha indicato l’infedeltà come il reato più comune…ancora 67 su 100 si è scagliato sulle frodi elettroniche.  A subirle, sono 4 aziende su 10.

I dati emergono da un’indagine sulla sicurezza svolta da Axerta, un marchio focalizzato sulle investigazioni aziendali. Sono stati interpellati 164 professiniosti della security di imprese sparse sul territorio.

“Gli illeciti dei dipendenti – spiega Vincenzo Francese, amministratore unico – sono più frequenti di quanto si possa immaginare.  E causano perdite ingentissime. Per correre ai ripari, le company commissionano analisi che possono andare dalla ricerca di prove su danni e ammanchi  a quelle sulla vita della singola persona pre-assunzione. In particolar modo, quando si va a caccia di candidati per posizioni delicate o prima di firmare accordi con determinate aziende. Nel 90% dei casi, le frodi portano all’individuazione del responsabile. E le sanzioni che si rischiano sono sia aziendali che penali”.

Ma quali altri reati figurano tra i più temuti dalle imprese italiane?

Al secondo posto, troviamo ‘le frodi sugli acquisti’: la risposta è venuta da 53 intervistati su 100. Un po’ più distanti, ‘furti e atti vandalici’: il 40%.  Segue lo ‘spionaggio industriale’ con il 33%. In fondo all’elenco, con il 27%, appare‘l’assenteismo’.  Strano? “No – dice Francese -. Era molto più marcato fino a una manciata d’anni fa. Da due, è sceso”.

Le investigazioni, insomma, sono un’arma per prevenire il guaio. E oggi, ne fa ricorso anche la Pubblica Amministrazione.  Il Rapporto Axerta include un ventaglio di casi concreti:  sono almeno una 20ina quelli degli ultimi 5 anni in cui la sentenza della Cassazione ha comportato il licenziamento del lavoratore.  “I crimini informatici rimangono l’anello debole – chiosa Francese -. Le aziende non sono ‘attrezzate’ a gestire questi fenomeni. Non hanno gli strumenti. Si tratta di  frodi invisibili. Ma il cybercrime, di solito, cova proprio tra le mura che bazzichiamo tutti i giorni”.

Infatti.

Ma qui in Italia, sono davvero pochi gli esperti in sicurezza informatica…

di Laura Bonani

 

Illeciti e frodi sul lavoro: sono in crescita